10 luglio
Oggi non li invidio proprio, quando, alle due e trenta, gli altri inquilini,incominciano ad armeggiare con gli zaini. Per noi sarà un giorno tranquillo, niente levatacce o cime, solo un semplice trasferimento.
La colazione è quella delle otto, col sole che disegna l’ombra della finestra sul nostro tavolo, dove la fretta non è di casa ed il pane sembra più fresco e la marmellata più dolce. La ferrata, che dalla Domhutte porta a Randa, ci obbliga ad un pò di attenzione, anche perché gli scii non smettono mai di impigliarsi in ogni sasso.
Il sentiero è molto ripido ed i quadricipiti si lamentano, dieci ore di ramponi hanno lasciato il segno. I quaranta chilometri che da Randa portano a Saas Grund non fanno altro che distenderci i muscoli. Le bici corrono spensierate lungo queste dolci pendenze, mentre il pensiero corre alle creste di ieri. Un Rosti col Wurstel non ce lo facciamo scappare, come non ci scappa la bella fetta di strudel con la vaniglia calda.
Le due del pomeriggio, il sole picchia, ma è ora di metterci in viaggio. Il Weissmies hutte ci aspetta 1200 metri più su. Il sentiero sale dolce, i larici ci accompagnano con la loro schiva ombra mentre i rododendri ci riempiono gli occhi del loro colore. Ci alziamo veloci al suono dei campanacci delle nere mucche che pascolano pacifiche. Le vecchie baite, dai tetti d’ardesia, disseminate qua e la, ci ricordano le antiche fatiche. Ci sentiamo anche noi un pò “antichi”, questo modo di spostarci e di salire usando solo il nostro “motore”ci riporta indietro nel tempo a quando l’alzarsi rimaneva nelle gambe. Oggi, le seggiovie e le strade rendono superfluo questo modo di andare, facendoci dimenticare il valore ed il significato della fatica.
Sopra le nostre teste sfrecciano le cabinovie, piene di nasi appiccicati ai vetri, e visi dagli occhi assenti, ai quali possiamo apparire come degli stupidi vecchi nostalgici che arrancano su sentieri superflui.
Il gran vociare, che ci accoglie all’arrivo della cabinovia, ci ricorda il parco giochi di una qualsiasi città, dove il divertimento rimane strettamente legato al non faticare. Ci allontaniamo in fretta da questo frastuono di grida e sferragliare di macchine per addentrarci in questa valle del silenzio, fatta di passi e pensieri. L’erba sintetica ha raggiunto anche il Weissmies hutte. Un bel tappeto verde si stende senza pudore, con le panche da festa campestre disseminate qua e là e dove il conto lo devi saldare prima della consumazione.
Trasferimento Randa Saas Grund
Dislivello bici: 700m
Ore: 1.20
Km: 43
Trasferimento Rifugio Weimiess
Dislivello piedi: 1.300m
Ore: 1.45





