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Diego Giovannini

20 luglio

Cabane Rossiere mt.3507 – Dent Blanche mt.4357 – Rifugio Aosta mt.2781

Nonostante il forte vento ed i piedi ghiacchiati sono riuscita a dormire. I passi del gestore mi annunciano che sono le ore 4,00 e che la colazione mi aspetta. Lo zaino è pronto e pesa sempre sulle spalle, anche quando, con l’andar del tempo ed aiutata dall’esperienza, cerco di togliere il superfluo. Come da prassi ci leghiamo, io ovviamente con Diego e con passo sicuro e svelto affrontiamo subito le rocce sopra il rifugio. Il vento disturba in continuazione la nostra salita. Non è freddissimo ma ci obbliga ad una maggior attenzione soprattutto nei tratti esposti. Franco e Mirco sono davanti a noi ed avanzano regolari arrampicando sulla roccia a tratti coperta da uno strato di neve portata dal vento.

Diego compare e scompare in continuazione seguendo direttamente il filo della cresta, oltrepassa con la sua solita ed invidiabile facilità il tratto più difficile ed impegnativo dell’imponente Gran Gendarme per poi portarsi sulla neve del tratto sommitale fino alla vetta. Io avanzo con la solita cautela ma faccio fatica a respirare, il vento mi impedisce di riempire d’aria i polmoni e mi sbatte sul viso piccoli cristalli di neve ghiacciata. Finalmente la vetta. Non riesco a gustare come vorrei tale momento per il forte vento, ma non sono la sola a quanto pare. Un bacio a Diego e di nuovo mi ritrovo in cresta dove incontriamo Marcello e Roberto. Alle 9.20 siamo nuovamente al rifugio in compagnia di un caffè bollente.

Diego, Franco e Mirco, visto il tempo, ripartono quasi subito per il Rifugio Aosta. Io e Sabrina attendiamo Marcello e Roberto e scendiamo a Ferpecle. La giornata non è ancora finita, mi aspetta ora un lungo viaggio in macchina fino ad Aosta attraverso il Gran S. Bernardo e poi fino alla dita di Place Moulin in Valpelline.

Il nero che avanzava ci ha fatto salutare in fretta i nostri amici per metterci in marcia. Il Plateau d’Herens, con la sua neve molle e la sua traccia effimera ci ha un pò impensierito quando le nebbie hanno incominciato ad alzarsi. Il Col de la Tete Blanche ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo, ora le cose si semplificano. Una picchiata verso il Col de la Division e la successiva ferrata, ci portano in breve tempo al Rifugio Aosta (2781m).

Non aspettatevi il mega rifugio, con cinquanta camerieri che scorazzano tra le sale, rubandovi pure l’aria che respirate e facendovi saltare come marionette, ma un bellissimo locale, dove si respira ancora l’aria da rifugio, dove tutto è piccolo, essenziale e semplice. La cuoca è scesa in paese e Nazzareno è un pò preso dal panico. Spadella, mischia, si fa in quattro per scodellarci la cena, scusandosi per il risultato. La pasta non sarà stata delle migliori, ma posso assicurarvi che al palato ha lasciato un buon gusto di casa.

Il temporale ha raggiunto il suo culmine, i fulmini scorazzano indisturbati lungo la valle. Non resta che rifugiarci sotto le coperte.

(Orietta)

Dent Blanche
Altezza: 4357m
Cime:
37
Dislivello piedi:
850m
Ore: 2.30


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