22 luglio
In bici: diga di Place Moulin mt.1968- Glacier mt.1549
A piedi: Glacier - Combin de Valsorey mt.4141 – Combin de Grafeneire mt. 4179 – Combin de la T sessette mt. 4357 - Glacier mt.1549
In bici: Glacier mt.1549 - Courmayeur
Avevamo voglia di un bel letto e di una doccia calda, un menù lunghissimo e tantissimi dolci. Ogni tanto dobbiamo auto-premiarci, ringraziare le nostre gambe e soddisfare lo stomaco. Ma, come tutte le medaglie, anche questa ha il suo risvolto: millequattrocentotrenta metri in più.
Ci portiamo la colazione in camera, la thermos col tè, biscotti, burro, marmellata e pane. Sgranocchiamo in silenzio, mentre il buio, fuori, la fa ancora da padrone. Lo stomaco si lamenta, vorrebbe digerire in santa pace, ma come sempre non c’è tempo. Saliamo lungo la vecchia mulattiera che porta alla Conca di By, perdendo più di una volta il sentiero che si inoltra tra i pascoli alla volta delle baite di Tza.
Non è certo la via più seguita, questa, per salire il Gran Combin (4314m). Il sentiero si fa via via più ripido e scosceso, mentre il rif Amianthe (2979m) ci osserva dall’alto con la sua piccola luce. L’alba ci coglie sulla sua porta, un cambio veloce di gomme, si passa dalle scarpe da ginnastica ai fedeli scarponi e poi via.
Il Col d’Amianthe ci spara in faccia tutta la sua potenza, un mix di vento, neve e quota. Anche oggi non sarà una passeggiata. La neve del Glacier du Mont Durant è dura. Marciamo spediti, in fila indiana come sempre. Una a guardare la strada e gli altri a guardare i piedi di chi precede.
Il Col du Sonadon rappresenta il limite del brutto tempo. Un’enorme nuvola staziona da due giorni nella pancia del Gran Combin, schiacciata verso il basso dal vento freddo che soffia da nord. Il mondo cambia, visibilità zero, mentre i fiocchi di neve ci turbinano attorno. Due facce spaurite si affacciano da questo nulla, l’umidità condensata sui loro capelli, barbe, zaini, li rendono simili a due fantasmi congelati. Loro rinunciano, hanno perso la strada. Un pugno in faccia forse ci avrebbe fatto meno male, contavamo molto su questa effimera traccia che si inoltrava verso il niente ed ora anche lei si dilegua.
Andiamo avanti, proviamoci almeno, è lo stesso pensiero per tutti. Avanziamo tastoni, consapevoli che il nostro sarebbe stato solo un inutile tentativo.
Non ci possiamo credere, non può essere vero, quattro belle ragazze, modello vichinghe, incorniciate di brina, avanzano legate ad una solida guida francese. Provengono dalla Cabane de Valsorey dirette al rifugio Amianthe. La traccia allora c’è, non resta che proseguire. Il forte vento cancella l’esile filo di Arianna , ma basta per farci raggiungere il bivacco Musso. Ora la parete sta sopra di noi, possiamo solo sentirla ed immaginarla. Saliamo zizzagando tra rocce e canali. La pendenza aumenta man mano che l’altimetro sale. Un sprazzo di sole si apre tra le nuvole fitte regalandoci l’immagine delle rocce di vetta.
La prima cima che raggiungiamo è il Combin de Valsorey (4184m), quassù il cielo è terso e la bufera rimane sotto di noi. La spalla che porta al Comben de Grafeneire ( 4314m) è spazzata dal vento. Non ci resta che abbassarci fino al Comben de Tsessette (4141m) lottando fino all’ultimo col Dio Eolo.
Combin de Valsorey
Altezza: 4184m
Cime: 39
Dislivello piedi: 3.200
Ore: 6.00
Combin de Grafeneire
Altezza: 4314m
Cime: 40
Dislivello piedi: 3.200
Ore: 6.00
Combin de la Tsessette
Altezza: 4141m
Cime: 41
Dislivello piedi: 3.200
Ore: 6.00





