26 giugno
Il suono acuto dell’orologio mi strattona dal mio dormiveglia. Un suono fastidioso che si insinua tra le pieghe del mio cervello ancora in stand bay. Sono le ore 3.30 ed è ora di alzarsi.
La colazione la consumiamo in silenzio, intontiti dal sonno.
Il vociare nella sala è di quelli concitati, tutti hanno qualche cosa da fare: riempire zaini, allacciare ramponi, spalmare marmellata sul pane secco. La pancia di Mirko sembra non avere fondo, ci butta di tutto tra lo stupore mio e di Orietta. Le quattro del mattino ci vedono in marcia, in una luce incerta di una luna che va scomparendo. Un tratto di morena ci obbliga a portare gli scii in spalla, ma appena il “bianco” si materializza sotto i nostri scarponi, gli scii entrano in gioco.
Proseguiamo veloci lungo questo immenso pianoro con Franco che fa l’andatura. All’orizzonte una linea di puntini luminosi si inerpica già lungo il ripido pendio che porta verso la cima. Sono gli alpinisti che ci precedono, partiti dal rifugio Cezanne, seicento metri più in alto del nostro. Il pianoro lascia spazio ad un ripido scivolo di neve ghiacciata, mentre il giorno si fa strada prepotentemente. E’ora di far entrare in azione i ramponi. La traccia è fonda, scavata nella neve molle delle ore più calde. Superiamo agevolmente gli alti alpinisti, ora l’orizzonte è libero, solo un disegno di impronte si inerpica verso la cima.
Tocchiamo per primo il Dom de Neige (4015m) dove lasciamo gli scii. Non ci resta che salire la ripida parete che conduce alla cima principale. Sono le ore 7.50 quando finalmente tocchiamo la cima delle Barre des Ecrins (4101m).
Gli scii raspano su questa neve ancora troppo dura, si lamentano del loro graffiare sul ghiaccio ma il loro dovere lo fanno bene ed in 50 minuti siamo di nuovo al rifugio, in tempo per il secondo turno di colazione.
Le bici fanno bella mostra di se, tutte nere, ben allineate sul fianco della jeep.
L’una, è ora di rientrare in Italia. I chilometri scorrono veloci lungo le curve che portano verso Argentiere. Mirko tira l’andatura verso Briancon col vento contro che dà non poco fastidio. Il Monginevro si avvicina coi suoi tornanti infuocati e l’acido lattico che si fa sentire. Mirko e Franco ingaggiano un duello con altri ciclisti mentre io preferisco salire con la mia andatura, il Bernina è ancora troppo lontano.
Le prime gocce di pioggia ci colgono alle porte di Susa. Non importa, per oggi può bastare.
MASSICCIO DES ECRINS
Dome de Niage des Ecrines
Altezza: 4015m
Cime: 1
Dislivello a piedi: 1600m
Ore: 3.50
Barre des Ecrines
Altezza: 4101m
Cime: 2
Dislivello a piedi: 1600m
Ore: 3.50
Trasferimento Susa
Dislivello bici: 700m
Ore: 3.20
Km: 95





