29 luglio
La meteo non dava poi così male, ma l’illuminazione a giorno che si stende verso l’Aguille du Midi, non lascia molto sperare. Sono le quattro del mattino e non serve nemmeno la lampada frontale tanto è forte il bagliore dei fulmini. Scendiamo nel bacino del Grand Capucin, il temporale sembra allontanarsi mentre una foschia densa di neve e vento si abbassa veloce dalla cima del Bianco.
L’indecisione regna sovrana, l’Arete du Diable non è uno scherzo col bel tempo, figuriamoci con quello brutto. Ci sediamo sugli zaini in attesa di un’evoluzione, ma quando, da buon giocatore, il temporale ha fatto il giro piazzandosi davanti al rifugio Torino, capiamo subito di aver fatto la caz…ta. I fulmini ci scaldano la schiena, mentre a paletta cerchiamo di raggiungere il rifugio. La corrente frigge il ferro che abbiamo addosso ricordandoci la nostra fragilità.
Ci rinfiliamo sotto le coperte, tre ore di sonno fanno patta con la scornata che abbiamo preso. Decidiamo di scendere a Courmayeur per portarci alle Jorasses.
Tentativo Arete du Diable Courmayeur





