8 luglio
La sveglia mi distoglie da un bel sonno. Fuori è ancora buio fondo. Il rito della colazione è più o meno lo stesso: thè , pane, burro e marmellata. Cambia ,casomai, l’ordine di consumazione. Franco è sempre il più impaziente, con lo zaino pronto in spalla, si aggira intorno al tavolo a sollecitare la partenza di due tranquilloni.
Il sentiero, lungo quanto il faro luminoso delle nostre luci, ci porta attraverso un pascolo di erba ancora bagnata. Gli scarponi se ne stanno in bell’ordine sullo zaino, mentre le scarpe da ginnastica combattono con l’acqua delle pozze che incontriamo lungo il nostro cammino. E’un gioco a chi è più veloce, le scarpe a scappare o l’acqua ad entrare.
In alto intravediamo delle piccole luci, si muovono a zig-zag, sinonimo di ripido lassù. Il passo è buono, anche se l’aria si è fatta frizzante. Il giorno avanza, mentre superiamo le “piccole luci”, e la nostra cima comincia a farsi notare.
Il vento, ora , si è fatto forte e freddo. Ha raccolto a se le brezze delle valli convogliandocele nella schiena. I guanti leggeri non bastano più, le moffole hanno il loro bel da fare per riportarmi una temperatura decente alle mani. Anche Mirko e Franco combattono la loro battaglia personale col freddo. L’ultimo canalino di neve e roccia ci conduce alla cima del Rimpfischhorn (4198m). Sono solo le 7.30 ed il sole non riesce a scaldarci. Raggiungiamo i nostri scii, lasciati un centinaio di metri più in basso. La sciata fino all’Allinpass è bella, nonostante il vento ci turbini intorno in compagnia di duri cristalli di ghiaccio che lasciano il segno sui nostri visi arrossati. Depositiamo i nostri pesanti zaini e partiamo alla volta dello Strahlhorn( 4128m). La salita è veloce, 900m di semplice pendio. La solita pacca sulle spalle, il rito della cima , e poi giù su una neve questa volta più dura.
Qualche centinaio di metri più sotto, l’elicottero rosso della Rega, combatte la sua personale battaglia col vento. Una lotta quasi impari, con un elemento così in forza oggi. Un’alpinista, colto da malore, se ne sta sdraiato sulla cresta. I suoi compagni lo circondano creando non poco scompiglio nelle fasi di soccorso.I nostri zaini ci aspettano sornioni, se ne stanno mezzi sommersi dalla neve spazzata dal vento, in attesa di un passaggio. L’acqua della borraccia è ghiacciata ed il panino duro come un sasso, non resta che accontentarsi. Ancora seicento metri e saremo in cima all’Alllinhorn (4027m). Il canale di neve e roccia, che porta in cima, è meno impegnativo del previsto. I ramponi mordono saldamente la neve ghiacciata e le rocce smaltate.
L’ultimo pezzo, un centinaio di metri, lo facciamo in compagnia delle cordate che salgono da sud. L’invidia, credo, sia molto grande, da parte di quanti ci osservano calare a valle comodamente agganciati a due paia di scii.
Rimpfshorn
Altezza: 4199m
Cime: 22
Dislivello piedi: 3.300m
Ore: 7.30
Stralhorn
Altezza: 4190m
Cime: 23
Dislivello piedi: 3.300m
Ore: 7.30
Allalinhorn
Altezza: 4027m
Cime: 24
Dislivello piedi: 3.300m
Ore: 7.30





