BROAD PEAK: IL DIARIO
22 giugno 2005 - un caldo soffocante

Prigionieri del caldo, prigionieri dell’agenzia, prigionieri
di un viaggio che deve per forza partire.
Rassegnati a questo destino tiriamo avanti tra una colazione, un pranzo,
una cena, una pepsi e una miriade di film. Gli occhi non vogliono
saperne di rimanere aperti, appena appoggiata la testa le palpebre
precipitano, si chiudono inesorabilmente stendendo un velo nero sul
nostro orizzonte. Ci rincuoriamo a vicenda, proviamo a farci coraggio,
tentiamo di stare svegli ma il destino è gia stato scritto.
Ore ed ore di un sonno profondo con un risveglio che ci trova col
fiato corto, le gambe molli, ed una spossatezza tremenda.
Non si muove nulla tranne la ventola del condizionatore, anche i pensieri
fanno fatica a mettersi in fila così che ci si impigrisce finendo
per prendere l’ascensore per fare solo quei quattro gradini
ristorante-camera, camera-ristorante. I “ bradipi” sono
arrivati, ci hanno conquistato, siamo diventati dei loro.
Il forno esterno è sempre acceso col termostato fisso sui 44C
°, con pure il programma ventilato acceso. Verso le due del pomeriggio
è letteralmente impossibile uscire dal regno dell’aria
condizionata, scotta tutto, aria, faccia, piedi e quel poco di cervello
rimastoci. Non so che espressione abbia il mio viso, ma guardando
Gianni e Massimiliano la cosa non mi rincuora, lo “sveglio”
non è da queste parti.
A questo punto non so se dare la colpa al caldo o alla mancanza di
qualsiasi bevanda che possa contenere anche una minima traccia di
alcol, ma sta di fatto che la faccenda si sta complicando seriamente.
Sono convinto in cuor mio che una bella birra gelata saprebbe fare
miracoli.
L’incontro con l’ufficiale di collegamento pakistano è
stata solo una formalità, una presenza così, tanto per
far numero. Abbiamo designato come leader un americano, l’unico
a non aver saputo dire di no.
Finalmente conosciamo il resto del gruppo: quatto cechi, due polacchi
e due americani. A questo punto la” pasta al dente” non
sarà apprezzata da molti e se vorremo un po’ di “
italian style” dovremo arrangiarci.





