CHO OYU: DIARIO DI VIAGGIO
Sabato 20 dìsettembre

Stanotte il termometro è sceso
a meno sei, niente di eccezionale. Ho dormito discretamente. Sono
le 6.00, mi alzo e incomincio il trambusto per prepararmi la colazione.
Sciolgo la neve che mi ero portato in tenda ieri sera, preparo il
thè e mangio dei biscotti.
7.30 mi metto in marcia per il campo 2, ho con me la tenda, gas, i
copri pantaloni e la telecamera.
Appena partito devo affrontare due bei muri di neve dura, i muri della sveglia il fiato è corto, devo trovare ancor il ritmo.
6750m c’è la parete dei seracchi attrezzata con una corda
fissa. Aggancio il mio jumar e salgo, 30m a 80° si fanno sentire.
Riesco anche a filmare, lo sforzo non è poi così disumano.
Un lungo platou nevoso conduce ad un altro muro, 150m sui 45°.
Sono a 7000 m ed il fisico risponde bene ancora 100 m di dislivello
e dovrei raggiungere il campo 2.
Questa traccia non finisce mai,è interminabile e fa un caldo
terribile. Cerco di coprirmi il capo, il sole è intensissimo.
Ecco alcune tende, sono arrivato impiegando 3,30 ore. Uso la mia pala
per ricavare una piazzola ma è tutta farina. Monto la tenda
, uso dei pezzi di bambu per ancorare la tenda e li innevo il più
possibile. Spero che il vento non me la rubi. Il tempo è improvvisamente
cambiato, ora nevica copiosamente.Sono rimasto solo, i due sherpa
che erano al campo 2 sono gia scesi, non mi rimane che scendere anch’io.
Ho con me il gps e non ci sono problemi anche se la traccia è gia sparita. Dopo un’ora raggiungo le doppie del seracco, scendo e mi avvio verso il campo 1, supero anche quello e verso le 16.00 sono al campo base. Purtroppo il resto della mia spedizione non è ancora arrivata ed io sono senza sacco a pelo. Me lo prestano gentilmente degli spagnoli.





