EVEREST: DIARIO DI VIAGGIO
Kathmandu 3 aprile 2005
Bipbip..bipbip. il suono è strano per un telefono, ma il
Royal Singi Hotel offre anche questo. Una vocina in inglese mi chiede
un appuntamento per le nove nella holl dell'albergo. E' la famosa
Miss Elisabeth Hawley fondatrice della "THE HIMALAYAN DATABASE
(the expedition archives)", memoria storica di tutte le spedizioni
himalayane.Un fisico minuto, parecchi tramonti dietro le spalle, mi
viene incontro col suo passo leggero ma un pò frusciante, la
cartella in mano e la borsetta sulla spalla. Mi ricorda molto una
maestra di scuola vecchi stampo. Gentile, con quel fare tipicamente
inglese, si ricorda del nostro incontro di due anni fa di ritorno
dal Cho Oyu. Mi porge un modulo da compilare: nome, cognome, indirizzo
e dettagli sulla spedizione che farò. Una mezzora di cordiale
incontro con un'arrivederci al mio ritorno, non prima di avermi raccomandato
prudenza nelle mie scelte.
Alle dieci è la volta di Mr. Parachiuli manager della Thamserku
Trekking. Camicia e cravatta di un tenue verde oliva rivestono un
bel ventre prominente, segno da queste parti di una certa agiatezza.
Due occhietti piccoli e neri come il carbone incastonati in un faccino
rubicondo completano l'opera, l'intelligenza e la furbizia sono di
casa da queste parti. Andiamo assieme fino alla sede dell'agenzia
chiamata anche "Campo Base". Guida lui, con la sua Micra
un pò ammaccata
affrontiamo incroci e rotatorie dove non esistono stop o precedenze,
vige la legge del " il più grosso passa per primo ".
Schiviamo pedoni, bici e motorini per fermarci alla fine nel cortile
della Thamserku , protetto da due guardie armate. E' tutto un brulicare
di persone, nepalesi ed
occidentali, alle prese ognuna con la logistica della propria spedizione.
Cataste di bombole d'ossigeno pronte per l'uso mi rammentano l'uso
improprio che molti alpinisti ne fanno Non mi resta che darmi da fare
anch'io. Pesare, contare ed imballare, preparare il cargo che viaggerà
via terra mentre io raggiungerò il Tibet nei prossimi giorni
con un volo su Lhasa. Ho il piacere di incontro Tarke un forte sherpa
che avevo conosciuto nel 2003 al campo base del Cho Oyu, persona sempre
sorridente e tranquilla in partenza per lo Shisa Pagma.
Si è messo decisamente al brutto, piove, ma con Antonio e Claudio,
due sanmarinesi conosciuti in questi giorni e diretti anche loro all'Everest,
decidiamo di fare ugualmente un giretto fino a Durbar Squere.





