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Diego Giovannini

EVEREST: DIARIO DI VIAGGIO

22 aprile - IL VILLAGGIO DEI BRADIPI

Benvenuti a "Bradipilandia", villaggio globale posto ai piedi dell’Himalaya e più precisamente localizzato alle pendici del monte Everest. È il villaggio dove il tempo vale il doppio, le ore durano di più e l’imperativo è la lentezza. È lento il camminare, fatto dal mettere un piede avanti all’altro con un procedere incerto, bilanciato in qualche modo dagli arti superiori, dove due pezzi di alluminio tentano disperatamente di mantenere un equilibrio precario. È lento il parlare, dove le parole fanno fatica a giungere alla gola visto il gran daffare dei polmoni a pompare aria al loro interno. È lento il pensare, dove quei pochi neuroni rimasti sani corrono da una parte all’altra del cervello in cerca di idee e di pensieri. È facile distinguere le varie nazionalità dei componenti il villaggio: ci sono ad esempio quelli che provengono dal Sud est asiatico o dalla Cina, dove il capobranco conduce il gruppo. Lui davanti a scandire il passo seguito in bell’ordine da tutti gli altri componenti. Stesso colore del manto che le ricopre, queste mandrie avanzano incessantemente avanti e indietro. La razza bradipa nordamericana è sicuramente la più bella, made in Usa, col maschio dominante di bell’aspetto, cappello alla John Wayne, manto sfarzoso, occhiali Ray ban e stereo all’orecchio. Ha con sé in genere una compagna per notti tranquille al campo. Da decenni si ripete ormai il rito della salita al monte Everest. Agli inizi di priomavera arrivano tutti, chi in sordina, chi sfarzosamente al grande villaggio-tenda a quota 6400 metri.
Esiste una categoria di animali gli yak, fatti apposta per trasportare l’enorme quantità di materiale necessaria a mettere in piedi il "carosello", animali mai domestici, con indole selvatica, forti e sprezzanti, si fanno carico del viaggiare di tutto questo ben di Dio. Sguardo cupo e severo, avanzano in lunghe file, lentamente, marciando di giorno e di notte perché tutto sia pronto per il grande giorno. La seconda categoria di "esseri" messa a disposizione dei grandi volti bianchi sono gli sherpa. Una specie trovata molti anni fa fra le pieghe delle montagne nepalesi, molto resistente agli sforzi ed all’alta quota, addestrati perfettamente sono ora un ingranaggio perfetto della macchina per la salita alla cima.
Molto più veloci dei loro padroni, scorazzano lungo i fianchi della grande montagna tonnellate di roba ed una quantità impressionante di bombole contenenti un elisir che se inalato sembra aiuti di molto la razza bradipa nella salita. In questi giorni i bradipi fanno la spola campo base avanzato - campo base cinese - campo base avanzato, in cerca di una situazione chiamata "acclimatamento" che peremette loro di evitare quei fastidiosi disturbi quali mal di testa, vomito, edema polmonare o edema cerebrale. Naturalmente esistono componenti di serie A e serie C, con i primi piazzati in bella posizione, vista mare, mentre i secondi si accontentano della periferia del villaggio tenda. Venite signori miei! Bradipilandia, il villaggio più alto del mondo vi offre di tutto, per tutti i gusti e per tutte le tasche, non vi resta che prenotare e con un piccolo anticipo vi garantiamo la vista del mondo dalla cima più alta della terra.

 


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