EVEREST: DIARIO DI VIAGGIO
Tra cielo e Acqua - 12 maggio 2005
Mani in tasca, passo tranquillo e respiro lento sono gli ingredienti
giusti per gustarmi lo scricchiolio della neve ghiacciata sotto gli
scarponi. Uno strato leggero, quasi trasparente, appena sufficiente
per non scivolare, copre il ghiaccio di questo torrente. L´azzurro-verde
si alterna al bianco intenso a seconda se il tratto è verticale
o orizzontale. Sembra quasi di risalire una risaia nepalese coi suoi
terrazzamenti. La sua pendenza è dolce e si insinua in questa
valle incassata tra alte pareti. Qualche grossa frana mi obbliga ad
uscire dal suo greto per farmi risalire lungo fianchi scoscesi fatti
di grossi blocchi instabili, color della roccia smossa da poco.
Non alzo nemmeno lo sguardo per vedere quello che mi sovrasta, lassù
è il fato che tiene sospesa la gravità.
Le tonalità pastello, che vanno dal giallo più chiaro
al marrone più scuro fino a confondersi col nero di una roccia
quasi lavica, contrastano con questa lingua di acqua solidificata
verde-azzurra. Due mondi che sembrano non poter coesistere tale è
la loro diversità, un´aridità totale fatta di
polvere e roccia che porta nel suo grembo questa linfa vitale, acqua,
sinonimo di vita.
La valle ora si apre come d’incanto ed il ghiaccio lascia intravedere
l’acqua che vi scorre sotto. Un gioco di trasparenze fatto di
luci, ombre e scintillii. Il suo rumore passa da un suono cupo ad
un allegro gorgoglio a seconda se passa sotto o sopra il ghiaccio.
Ora sono obbligato a saltare da un sasso all’altro per poter
proseguire, il ghiaccio e troppo sottile per sorreggermi e così
il balletto si fa pure divertente.
Mi immergo in questo scenario fatto ora di un’ampia valle circondata
da dolci pendii che scendono da cime altissime, 6000-6500 metri.
Sembra non finire, dopo ogni curva, dopo ogni promontorio, la valle
prosegue, si insinua, corre verso un orizzonte sempre nascosto. È
tempo di ritornare. Sono più di due ore che cammino, ma la
gioia di questa camminata serena, senza fretta e preoccupazioni, lungo
questa valle sconosciuta mi ha caricato di nuova energia, necessaria
per il grosso impegno dei giorni prossimi.





