EVEREST: DIARIO DI VIAGGIO
14 maggio 2005 - Sono pronto agli 8850 metri
La
calma dei giorni scorsi è finita, quell’ immobilità
che regnava sovrana si è disciolta in un una nuova frenesia
fatta di gente in movimento, che prepara, che pesa, che controlla.
Il grande villaggio globale si è di nuovo popolato, è
ritornata la vita tra queste viuzze di tende ammassate l’una
sull’altra, colori sgargianti hanno ripreso a spostarsi lungo
questa morena.
I giorni buoni per la cima si stanno avvicinando e tutti si presentano
ai blocchi di partenza, il grande esodo verso il cielo, verso il grande
sogno-miraggio è iniziato.
I giorni 17, 18 maggio sono, secondo le previsioni, due giornate buone
per la cima. Mancanza di vento e meno 32 C° sono presupposti ottimi
per tentare.
Quattro giorni per salire e due per scendere sono il conto in fatica
da pagare, un giusto pedaggio per il grande “Sogno”. Anche
i miei amici catalani hanno preparata i loro zaini e si sono messi
in cammino, tre puntini in più nella lunga fila che si inerpica
lentamente lungo il muro di ghiaccio che porta al Colle Nord. Tre
puntini con le loro paure, le loro ansie, le loro fatiche ma con una
grande speranza. Gli ho accompagnati per un pò, tanto per sgranchirmi
le gambe, ma posso percepire la tensione che aleggia nell’aria,
quasi due mesi da bruciarsi in soli quattro giorni, tutto o niente
è la posta in gioco e questo pesa. Un saluto frettoloso, non
per menefreghismo ma perché non si trovano le parole per questi
momenti.
I giorni di riposo al campo cinese mi hanno fatto proprio bene, ho
ricaricato le batterie ed il morale ed ora mi sento leggero, con le
gambe che girano che è una meraviglia. Spero solo che duri.
L’altro giorno,mentre salivo verso il campo base avanzato, ho
potuto notare come l’abbassarsi di quota giovi al recupero fisico,
anche pochi giorni in condizioni migliori sia come quota che come
vivibilità ti rigenerano, facendoti riscoprire il piacere di
salire in alto. Non più gravato da gambe dure che non vogliono
saperne di proseguire o da un respiro fatto di alti e bassi, il cammino
si fa leggero, fluido ed i chilometri scorrono veloci sotto i miei
piedi. Non mi sono nemmeno accorto di essere arrivato, quatto ore
di piacevole cammino mi hanno condotto alla mia tenda al campo base
avanzato.





