EVEREST: DIARIO DI VIAGGIO
27 maggio 2005 - perduto nel vento
Questa volta è proprio finita. La notte scorsa ho fatto l’ultimo tentativo ma il vento mi ha ricacciato indietro verso i 7500 metri. Le previsioni davano per i giorni 26-27 un buco di calma di vento e così ho rimandato il mio ritorno a casa di alcuni giorni per tentare di sfruttare questa finestra, ma anche questa volta l’illusione è durata solo 1100 metri. Il vento fortissimo mi strappava letteralmente da terra obbligandomi a rimanere costantemente legato alle corde fisse e riducendomi di molto la possibilità di respirare. Sono salito per quattro ore, accompagnato solamente da questo rumore sordo, incessante, che mi faceva dondolare come un ubriaco, sempre con l’illusione che da un momento all’altro potesse cessare. Il piccolo frontalino ad illuminare quei quattro metri avanti a me, un salire quasi irreale, fatto di un passo avanti all’altro, scandito dal suono dei polmoni alla ricerca disperata di aria. Sono salito fino al secondo colle ma qui ho dovuto arrendermi all’evidenza, la parte superiore su roccia sarebbe stata ancora più penosa senz’altro, con la prospettiva poi di non andare da nessuna parte. All’una ero di ritorno alla mia tenda al campo base, questa volta più sereno, svuotato ma consapevole che quello che ho potuto fare l’ho fatto. Ora la testa è verso casa, verso il verde, verso le persone che amo, verso la vita.
Molte persone mi hanno sostenuto in questi mesi, messaggi ed e-mail
hanno riempito il mio animo, contribuendo a farmi tenere duro. Spero
solo di non avervi deluso o stufato coi miei racconti ma di avervi
resi partecipi di un mio viaggio tra sogni e realtà fatto di
cose belle e di qualche delusione, ma si sa, non sempre tutto si realizza,
i sogni sono tali anche per questo. Volevo ringraziare chi mi ha dato
una mano a realizzare questa spedizione: il giornale l’Adige
che oltre ad un sostegno economico mi ha permesso di farmi conoscere
e condividere questa mia esperienza, la cantina La- Vis che ha sempre
creduto in me fin dall’inizio e contribuisce economicamente
alle mie spedizioni, la televisione Rttr che oltre ad un aiuto economico
contribuisce col suo bagaglio tecnico e l’esperienza dei suoi
addetti alla realizzazione dei miei filmati, la ditta Montura ha contribuito
mettendomi a disposizione tutto l’abbigliamento tecnico, la
ditta Accapi col suo abbigliamento intimo e calzettoni, Interline
la società che mi gestisce il sito, il calzaturificio Scarpa
con gli scarponi d’alta quota, la ditta Luigi Tamanini di Cles
coi suoi cibi liofilizzati, la ditta Agisko coi suoi integratori.
Un grazie particolare a Massimiliano del negozio Alpstation di Cles
per quanto si è prodigato per me ed al dottore Giorgio Martini
della farmacia di Cembra per la sua consulenza in fatto di medicinali
e patologie d’alta quota.
Mi rammarica solo il fatto di non essermi potuto fregiare di un marchio
“Trentino”, non certo per i soldi, ma solo per l’orgoglio
di appartenere
ad una regione che sento sicuramente mia e che avrei voluto portare
con me in modo da poter dire: sono Trentino prima che Italiano.
Il 21 giugno sarò di nuovo in partenza, destinazione Pakistan e precisamente nella valle del Baltoro. Questa volta in compagnia di Gianni e Massimiliano tenterò la salita in giornata del Broad Peak (8047 metri). Nuovo viaggio, nuove speranze e nuovi sogni, ma da dividere ora con amici. Non so se avrò la possibilità di raccontarvi anche questa nuova avventura, comunque vada vi porterò sempre con me





