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Diego Giovannini

GHASERBRUM II: ASCESA


Chiamato comunemente GII è una montagna di 8035m situata nella catena del Karakorum al confine tra Pakistan e Cina. Salita per la prima volta nel 1956 da una spedizione austriaca lungo la cresta sud-ovest.
La normale di salita segue questa linea. Purtroppo la parete è soggetta nella parte mediana ad un progressivo sgretolamento causato dalla continua caduta di grossi seracchi che hanno modificato la fisionomia della montagna. Non è quindi difficile imbattersi in muri verticali di ghiaccio specialmente tra i 6500 e 7000m.
Il nostro viaggio parte da Islamabad ( città nuova ) o Rawalpindi ( città vecchia) distanti una ventina di chilometri una dall’altra. Due città dove praticamente non c’è niente da vedere ne da fare. Solo un caldo terribile, dove il mese di giugno è peggiore del mese di agosto.
La nostra meta dista circa 800km da percorrere in minibus o in alternativa un volo interno su Skardu ( meteo permettendo ). Consiglio vivamente di fare almeno una volta il percorso via terra, la mitica Karakorun Highway merita sicuramente di essere percorsa.
Due giorni pieni e si giunge a Skardu, grossa cittadina. Qua finiscono l’asfalto e le comodità.
Un paio di giorni di sosta e poi via lungo una pista sterrata a bordo di jeep per arrivare ad Askole, ultimo villaggio e fine della strada.
Qua vengono reclutati i portatori ( 3 per ogni alpinista). Siccome un portatore porta 20kg conviene preparare dei carichi non superiori di peso causa altrimenti di lunghe contrattazioni. Un Consiglio : assicuratevi che il vostro bagaglio si sia avviato prima di mettervi in cammino, altrimenti rischiate che rimanga indietro di qualche giorno.

  • Prima tappa Askole 3050m – Jula 3250m un sali e scendi lungo 20km
  • Seconda tappa JulaPayu 3400m percorso un pò monotono lungo 31km ( un giorno di riposo)
  • Terza tappa PayuHurkucas 4100m percorso impegnativo (18km) con continui sali e scendi lungo tracce di sentiero che si snodano lungo l’interminabile morena che ci accompagnerà fino al campo base.
  • Quarta tappa HurdukasGore2 4400m tappa breve ( 14km) Gia da questa tappa è facile incontrare neve
  • Quinta tappa Gore2Concordia 4650m anche questa è una tappa breve ( 11km) . Un giorno di riposo per gustarsi tutta la magnificenza del K2.
  • Sesta tappa Concordia CB 5500m un percorso di 16km

Da considerare che in caso di cattivo tempo si può rimanere fermi per più giorni nello stesso posto, io ad esempio ho impiegato nove giorni.
CB – C1 5900m è un percorso di 13km lungo una serraccata immensa Si consiglia vivamente, se possibile, di legarsi a qualcuno e di fare questo percorso nelle ore notturne. Man mano che passano i giorni quei buchetti che sembravano del tutto innocui riveleranno tutto il loro potenziale.
Fate attenzione quando passate sotto la parete del GVI, le valanghe che si staccano da qui riescono a spazzare tutta la valle di salita!
Il C1 si piazza a circa 1 km dalla parete del G2 su un ampissimo plateou. ( in questa zona i crepacci sono ancora più insidiosi perché coperti!)

C1- C2 6500m dopo aver percorso il tratto in piano si attacca subito con una parete sui 45° lunga 150m ( pericolosa in caso di molta neve). Si attacca poi la “ Banana Rige “ una costola di neve e ghiaccio sui 45-50° e lunga 7-8 tiri di corda. Giunti i cima ad un pinnacolo si scende una quarantina di metri sul versante opposto per poi risalire la parete successiva per altri 200m. Esiste poco spazio ( 5-6 tende).

C2 – C3
6900m è un tratto esposto a caduta seracchi e valanghe con dei muri di ghiaccio sui 20m.

Il posto per le tende è comodo e sicuro. C3 – C4 7400m dopo aver percorso un pendio sui 40° ci si imbatte in una fascia rocciosa che da lontano sembra molto più facile di quello che in realtà è. Il campo si piazza all’inizio del grande traverso.

C4 – Cima Si parte con un traverso lungo 1 ½ km abbastanza ripido. Si sale poi 200m fino ad un’intaglio che porta,attraverso uno stretto passaggio fra rocce,ad un ripiano dal quale si può vedere la parete sovrastante ( la cima rimane sulla destra). 400m sui 50° portano fino alla cresta terminale. Una quarantina di metri molto delicati portano infine al piccolo spiazzo della cima.

NoteNote: dato la pericolosità del percorso CB – C1 converrebbe attrezzare il C1 con tutto il necessario per poter rimanervi durante il periodo di acclimatamento, questo sempre tempo permettendo.

 


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