GHASERBRUM II : DIARIO DI VIAGGIO
Martedì
22 giugno
Continua a nevicare ed ormai è tutto bianco. Si parte lo stesso,
una decina di chilometri mi separano dal Concordia. La visibilità
e ridotta a pochi metri ed il panorama è un unico omogeneo
muro bianco. Apro il mio bel ombrello colorato e mi metto in cammino
accompagnato questa volta solo dai miei pensieri. Sbatto letteralmente
contro le tende del Concordia, anche questa tappa è fatta.
Sabato 26 giugno
Tre giorni fermo al Concordia per il brutto tempo, la neve arriva
al polpaccio. Anche oggi è brutto ma mi avvio lo stesso col
rammarico di non aver potuto vedere il K2, sempre coperto dalle nuvole.
Non vedo niente neanche questa volta, solo bianco e neve.
Mercoledì 30 giugno
Dopo alcuni giorni mi ritorna la voglia di scrivere. I continui problemi logistici mi avevano stancato. Partito dall’Italia con la sola preoccupazione della salita mi trovo a combattere ogni giorno con dei problemi di sopravvivenza quotidiana. Mi manca tutto, cibo ed attrezzatura. Chi doveva pensare a questo non è stato in grado di affrontare la situazione, quest’anno sicuramente particolare per via del K2, e così, dopo tre giorni al campo base senza nemmeno il saccopiuma, parto una notte per andare a cercare il mio materiale. Lo trovo al Concordia. Mi pago tre portatori ed oggi finalmente sono di ritorno con tutto.
Giovedì 1° luglio
Ore
3.00. E’ ancora buio pesto, ma è ora
di partire per il campo 1 (vedi
foto). Lo zaino pesa immensamente
(27 kg pesati alla partenza). La traccia si snoda in mezzo a questo
labirinto di seracchi, un su e giù, un dentro e fuori, sospeso
su questi baratri collegati da esili ponti di neve. Come rimpiango
in questo momento un compagno di cordata ed una corda… ma così
va il mondo.
Ascolto il rumore dei miei ramponi che fanno presa sulla neve dura
e mi rincuora il fatto che la notte è molto fredda ed il ghiaccio
fa da padrone. Lo scricchiolio dei ramponi ed il respiro pesante sono
gli unici miei compagni di viaggio lungo questi dodici chilometri
di percorso per arrivare ai 5900m del campo1. Bisogna fare un giro
immenso per giungere ai piedi della parete del GII, mentre il GI rimane
lì sulla destra, un pensiero per i giorni futuri.
Non si può attraversare la seraccata, bisogna aggi
rarla
tutta. Sembra sempre di essere arrivati ma c’è sempre
un dosso nuovo da superare, un muro di ghiaccio da aggirare.
Sui 5600 mt il percorso si fa più pianeggiante ma i baratri
diventano immani. Passo in punta di piedi per non svegliarli.
Grandi, affascinanti, artistiche bocche spalancate verso il cielo.
Chissà se per oggi si accontenteranno di nuvole e vento.
Il paesaggio è meraviglioso anche se il peso sulla schiena
te ne fa apprezzare meno la bellezza, l’anfiteatro che si apre
è di una bellezza struggente. GI, GII, GIII, GIV, GV, GVI,
GVII sono tutti qua, 360° di paesaggio mozzafiato. Si va dal Possente
GI al nervoso GVI custode della porte d’entrata, coi suoi giganteschi
seracchi sospesi, pronto a spazzare la valle di salita con le sue
ben note valanghe.
Si sta alzando il sole ed il freddo intenso lascia posto al caldo
tepore dei primi raggi.
Sono quasi arrivato, ancora qualche centinaio di metri e potrò
piantare la mia piccola tendina. Ora il caldo si fa sempre più
intenso, terribile, non c’è un alito di vento e anche
all’ombra della tenda boccheggio come un pesce fuor d’acqua.
Non
riesco a muovermi, me ne sto qui disteso in tenda sperando che il
sole tramonti velocemente.
Mi guardo la parete sovrastante del GII. La via che intendo salire
è battuta in alto da grosse valanghe causate dalla gran quantità
di neve caduta nei giorni precedenti. Speriamo che si assesti.
Finora nessuno ci ha messo il naso. Alcune spedizioni al campo base
ancora a maggio non sono riuscite ad andare oltre il C1.
A destra di questa via sale la via dei Francesi. Una cresta di neve
e roccia fantastica che porte direttamente ai piedi della piramide
sommatale.
Mi attira terribilmente ma è molto lunga e con tutta la neve
da battere. Sarebbe al sicuro dalle valanghe e dalla caduta di seracchi.
Deciderò nei giorni prossimi, domani scendo al CB per rifornirmi
di altro materiale e per aspettare che passino i tre giorni di brutto
tempo previsto.





