Nuptse 2007 DIARIO DI VIAGGIO
Lobuce 25 aprile 2007
Le due piramidi
Quattro pezzi di stoffa, simbolo di nazioni e comunita’si rispecchiano nelle pareti a specchio della piramide. Il loro moto e’dettato dal vento, leggero quando il suo soffio e’lieve, furioso, quando imperversa la bufera. Spartiscono la loro immagine col blu del cielo e con il bianco delle nuvole in corsa. La piramide riflette, riflette se stessa e gli uomini che l’anno costruita legata com’e’ alle bandiere. Il cielo e le nuvole si fanno beffa di lei, non l’anima, ma solo riflessi le concedono, uno sfondo perfetto per l’inutilita’del ferro e del vetro. L’uomo ha cercato di innalzare un simbolo perfetto che lo rappresenti, un simbolo di forza e di potere che ricordi il dominio dell’uomo sulla natura. Ferro e vetro puntati verso quel cielo terso, un ammasso lucente affogato nel cemento, obbligato a starsene li’ perche’ l’uomo non ha ancora scoperto la leggerezza di una nuvola.
Le nuvole non giocano con la piramide umana, loro, si divertono con l’altra piramide, quella bianca , quella che sta proprio li’, sullo sfondo. Il Pumori. Roccia, neve, ghiaccio, sono i suoi pilastri portanti. Elementi che la natura ha mischiato perfettamente con una ricetta che solo lei sa, per creare questa stupenda struttura.
La sua cima e’ in quel cielo terso, e le nuvole accarezzano dolcemente la sua cuspide, avvolgendola con tenerezza. La neve si mischia ora, all’azzurro del cielo per creare quel colore delicato della parete all’ombra, ora, ai raggi del sole per inondare i suoi fianchi di riflessi caldi. Due piramidi, due modi di vedere il mondo. Da una parte l’arroganza dell’uomo, convinto della sua forza, dall’altra il semplice corso del tempo e della vita.
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