Nuptse 2007 DIARIO DI VIAGGIO
La grande onda
Il suo profilo e` semplicemente perfetto, la schiuma bianca che corre sui suoi bordi, un misto di vento e neve, si mischia al blu intenso del cielo. La si vede apparire da lontano, ma e’ solo avvicinandosi che si riesce a capirne tutta la sua grandezza. Come il grande surfista che, seduto su una spiaggia, l’ha attesa per tutta una vita, così noi ,seduti nella nostra tenda la vediamo apparire, quasi irreale, dalle nebbie che l’avvolgono.
Sono oramai cinque giorni che appare e scompare, avvolta da questi grossi nuvoloni neri forieri di neve e tempesta e a noi non rimane che aspettare. Come il grande surfista, anche noi, stiamo aspettando il momento giusto per lanciarci in questa folle corsa. Picca e ramponi pronti a mettersi in gioco assieme alla nostra testa ed al nostro fisico. I primi mille metri di parete non lasciano spazio a tentennamenti ed indecisioni.
L’ingresso alla” grande onda” e’ quanto di meglio ci si potesse aspettare, un misto di roccia, ghiaccio vivo e pendenze mozzafiato, col bordo avvolto su se stesso, di un colore verde smeraldo. Il tempo scorre lento da queste parti, il ghiaccio si sciogli lentamente sotto i raggi implacabili di un sole carico di UV, passando da un silenzio quasi irreale ad un leggero gorgoglio che man mano aumenta di intensità’ con l’aumentare del calore del giorno. Anche i sassi, ora grandi, ora minuscoli, in precario equilibrio su basamenti di ghiaccio, una specie di fungo hymalaiano, combattono la loro battaglia contro i raggi implacabili del sole per sopravvivere, per spostare il piu’ in la possibile il tempo del loro rotolamento a valle. Al mattino si spala la neve attorno alle tende e si osservano i canali della nostra via svuotarsi dei metri cubi di coltre bianca accumulatasi nella notte per riappropriarsi del loro bellissimo colore verde-ghiaccio.
Non esiste fretta, non qua, su questa morena tormentata, dove le tende colorate appaiono e scompaiono come un mare in tempesta, spinte qua e la dal lento ma costante movimento del ghiacciaio. Una massa eterogenea, un mix di alluminio, tela, ferro, cuori, gambe, corna, cibo, ghiaccio e sassi che si mescolano, si impastano per dar luogo a quello che e’ il campo base dell’Everest. Un entità’ tutta sua, che non conosce regole e rispetto.
Nell'immagine: i primi mille metri di parte del Nuptse
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