Nuptse 2007 DIARIO DI VIAGGIO
07 maggio 2007
l'avanzamento sulla parete
La corda scivola lenta, scorre come una spirale dietro lo spigolo, svolgendosi man mano dalla matassa di 200m assicurata alla mia picca. Il suo e’ un movimento sinuoso, qualche cosa di sensuale,si fa grattare dalla neve su ogni suo lato nel suo lento procedere verso l’alto, un bianco su bianco. Max e’ cosi’ lontano da me, cosi’ piccolo contro l’enorme parete che i miei pensieri si concentrano sul moto di questa corda. Mede in Corea, senza anima, solo trefoli di plastica attorcigliata in modo da raggiungere gli otto millimetri di diametro e’ quanto di meno appropriato esista per appendercisi sopra. Da noi andrebbe bene per stendere il bucato, ma da queste parti si fanno tiri, ci si appende, si fanno corde doppie, si lega lo Yak e si ancora a terra la tenda. Forse a casa nostra siamo troppo schizzinosi mentre qui ci si accontenta, come si fa col cibo, con il bagno e con il tempo. La mentre si apre un po di piu’ relegando solo al destino, gia scritto, la propria sorte.
La parete assomiglia terribilmente ad un Eiger nostrano, portato pero’ a semila metri. Un susseguirsi di muri di neve, roccia e ghiaccio che non lasciano molto spazio alle distrazioni. Abbiamo dovuto cambiare tattica. All’inizio si pensava di attrezzare con corde fisse solo i tratti piu’ ostici, ma alla fine abbiamo dovuto rassegnarci a stendere un lungo interminabile filo d’Arianna. La montagna si e’fatta dispettosa riempiendoci, tutte le notti, le tracce fatte durante il giorno. Noi disegnamo e’ lei cancella, un gioco che alla fine ci taglia le gambe quando, al mattino, dobbiamo fare il lavoro tutto da capo. Per questo la corda fissa ci aiuta, ci da una mano per ritrovare il percorso e per tirarci verso l’alto in maniera un po piu’ agile.

Siamo arrivati a 5900m di quota e 700m di parete sotto i piedi e Max e’ riuscito ad individuare un coluar che ci permettera’ di superare la barriera rocciosa. Questo e’stato per noi come tirare un sospiro di sollievo, questa fascia di rocce era, vista col binocolo dal CB, una grossa incognita.
Domani si riparte, lo zaino sempre pieno ma con l’entusiasmo alle stelle speriamo solo di ballare Rock.
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